Flop e dintorni con Dario De Toffoli - Il Teorema fondamentale del poker, seconda parte
Nella prima parte Abbiamo parlato del Teorema fondamentale del Poker, formulato da David Sklansky, rivediamolo: Ogni...
Ogni volta che si parla di pensiero multilivello mi torna in mente Io so che tu sai che io so, un vecchio film (1982) con Alberto Sordi e Monica Vitti, per la regia dello stesso Sordi.
Un detective ha filmato alcune settimane della vita di Livia (Vitti) e il marito Fabio (Sordi) è venuto in possesso dei nastri. Proiettandoli scopre una serie di drammatiche situazioni che riguardano la figlia, la moglie e anche lui stesso. Dapprima disperato, si rende quindi conto delle sue responsabilità e non fa parola con la moglie sull’accaduto. Livia però capisce che ora Fabio sa tutto, ma ha deciso di non parlarne, e a sua volta Fabio capisce che Livia sa che ora lui sa.
Questa trama è una perfetta metafora della lettura degli avversari nel gioco del Poker, che può avvenire su più livelli: alla fine prevarrà il giocatore che sarà riuscito a pensare al livello più profondo… ma non troppo. Il principiante infatti pensa alle sue carte, al punto che ha chiuso, non tenta nemmeno di dedurre cosa potrebbero avere in mano i suoi avversari sulla base delle carte in tavola e delle puntate che hanno fatto: è un po’ come Sordi prima di visionare le cassette, incurante e inconsapevole. Chiaramente tenderà a perdere contro chi «sa», nel senso che riesce a tener conto anche dei comportamenti avversari. [Continua a leggere]
Nella prima parte Abbiamo parlato del Teorema fondamentale del Poker, formulato da David Sklansky, rivediamolo: Ogni...
È fuori discussione. Niente può sostituire l’esperienza diretta di tante e tante ore di gioco...
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