15 febbraio 2010

Marcio in Danimarca: ovvero, primi impatti con le nordiche #2

Archiviato in: Curiosità, Di tutto, di più

denmark_flag-150x1001Una mattina, mentre siamo a tavola per colazione, veniamo a sapere che di lì a due giorni le due danesi sarebbero tornate a casa. Lasciandoci così soli nel seminterrato. Depressione? Un po’. Peccato che la sera stessa ci fosse il primo appuntamento mondano per il nostro gruppo, quello italiano, ma anche per gli stranieri: tutti all’Escalier (”La scala”, in francese), discoteca leggermente fuori Saint Malo. Oltre il porto, quasi in campagna.
Io e lo Zio pensiamo: “Ora o mai più”, almeno per scambiare qualche parola con quelle figliole.

Quando partiamo, nella Citroen di Benoit, stiamo un po’ stretti, in cinque. Ma è una bella sensazione perché Kristine e Jennifer sono in stra-tiro. Io, sul sedile posteriore in mezzo a loro, faccio palesemente lo scemo. Tipo cascare a ogni curva sulle due e dire battutacce in italiano: pure le bambine sembrano gasate. Lo Zio, essendo alto uno e novanta, deve stare accanto al guidatore e si perde scene epiche.
Per poco.
Arriviamo all’Escalier prima di tutti (Benoit, oltre a essere nostro “fratello”, era uno dei leader della compagnia che organizzava le vacanze-studio), e aspettiamo gli altri. Intanto parliamo, finalmente, e ridiamo con le danesi. Quando ci raggiungono gli italiani le dobbiamo mollare qualche minuto. Dentro, in compenso, è molto diverso dagli altri giorni. Ci troviamo a bere un drink (rigorosamente analcolico) al bancone. Con Kristine e Jennifer, altri danesi tra cui uno di colore coi capelli verdi subito ribattezzato “Dennis Rodman”.
Balliamo? Balliamo. Io sono un palo vero, lo ammetto; ma mi ritrovo Jennifer addosso. Niente baci, solo qualche toccatina. Lei è piuttosto casta, addirittura coi pantaloni; mentre Kris continua il suo gioco aggressive, con lo Zio. Ricordo dei gran numeri su “No scrubs” delle Tlc, che quell’anno andava parecchio. E vario Gigi D’Agostino, che va sempre.

A un’ora decente, tipo mezzanotte, fine della musica. Stravolti e sudati, dobbiamo rientrare nei ranghi italici, e loro danesi. Tanto all’uscita c’era Benoit ad aspettarci, per riunire il gruppo di casa. Però ormai abbiamo capito, o almeno intuito, che forse ci stanno.
Forse.

(Fine seconda parte)

Leggi la prima parte

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