Marcio in Danimarca: ovvero, primi impatti con le nordiche
Settimana prossima andrò a Copenhagen a seguire l’Ept. Spero di trovare un bel po’ di giocatori italiani e di assistere a un torneo un po’ più vivace rispetto a Varsavia, a ottobre. State sereni, non vi ammorberò con robe melense/romantiche/deprimenti. La Danimarca pare sia rinomata per altre cose: controllerò di persona, e senza secondi fini, in quanto serenamente fidanzato. Comunque, con la scusa del poker, vi racconterò un aneddoto danese che mi vide protagonista ormai 11 anni fa.
Estate, vacanza-studio in Francia, a Saint-Malo (consiglio di andarci, merita davvero). Classica situazione con soggiorno in famiglia, tre settimane; io e un mio compagno del liceo. Lui, “Lo Zio”, già maggiorenne. Vabbé, arriviamo in pullman da Parigi alle quattro di notte: la nostra “mamma francese” ci accoglie, gentilissima, avvertendoci che, in casa con noi, ci sarebbero state “due danesi”. Troppo stanchi per pensarci, andiamo a letto. L’indomani il mio amico va in bagno per i normali bisogni mattutini e…
“Ale, Ale, l’ho vista!”. Io, a letto, non capisco.
“Una bionda, mamma mia”, prosegue, tornando dalla toilette.
Premessa: né io né lui prima di allora avevamo mai visto una ragazza del nord. O almeno, così da vicino. Trascurando le tedesche di Rimini, che sono una cosa a sè.
Comunque, realizzo. ”Ah, la danese! Com’è?”. Manco fossero alieni.
Immaginate la risposta del mio amico. Descrizione: bionda, appunto, occhi azzurri, e tutti gli stereotipi della bella figliola del nord.
“E l’altra?”, chiedo.
“Quale altra?”.
“La signora ieri aveva detto che sono due”.
“Ah, non l’ho vista”.
Pazienza. Intanto, incassiamo, per quanto possa contare, la bionda. Sale inevitabilmente l’eccitazione. Anche perché quella casa si prestava alla perfezione a qualsiasi “imboscamento”. Noi e le danesi stavamo in due stanze diverse, vicine, non grandissime, al piano seminterrato. Accanto al garage e alla taverna, dove c’erano il biliardo, lo stereo con le casse. Per arrivare da noi bisognava scendere una scala a chiocciola, piuttosto stretta. O entrare, appunto, dal garage.
Dopo quell’incontro casuale, nei giorni successivi riusciamo a “conoscere” le nostre due misteriose coinquiline. La bionda si chiama Kristine, ha 17 anni (la mia età) ed è effettivamente uno schianto; le piace il figlio dei padroni di casa, Benoit, e non fa niente per nasconderlo. Canottiere con sotto niente, pantaloncini corti, fascetta per capelli in testa; nella tabella di Sklansky, un A-K offsuited. L’altra ragazza, Jennifer, di anni ne ha 16, è castana e più timidina, anche nel vestire. Quando Kristine si deve rivolgere a lei, dalla sua bocca non esce “Jennifer”, ma “Iennefé”. D’altronde, l’accento danese influisce abbastanza.
Queste due aliene, entrambe di Aarhus, colpiscono subito la nostra immaginazione. Anche se nei primi giorni il rapporto si limita a un “Ciao”, “Ciao”, “Mi passeresti il sale, per favore?”, “Scusa, ho dimenticato una cosa in bagno”. Non ci cagano, per dirla in poche parole.
Fantastiche, le cene a tavola. Io e lo Zio, uno di fronte all’altro, parliamo italiano. Loro, idem. Nel mezzo, qualche dialogo in francese con la famiglia; ogni tanto traduco in inglese a Kristine e a Jennifer qualche parola che non capiscono. Stop.
Non si ingrana. Per niente.
(Fine prima parte)
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5 Commenti a Marcio in Danimarca: ovvero, primi impatti con le nordiche
…e ci lasci così, in sospeso? come va a finire?
E’ così che hai imparato il valore del 2 di picche???
hahaha :))
(non ci conosciamo ma mi piace il tuo modo di scrivere)
lucabop - 12 febbraio 2010
Secondo me va ancora peggio… tipo che vengono menati a sangue…
Matteo Malvino - 12 febbraio 2010
Secondo me alla fine s’e’ quagliato..;-)) Gli italiani con Danesi,Svedesi e Olandesi sono imbattibili..Poi oh,se vi siete fatti infinocchiare dal ragazzo Francese…Ma non credo quelli dormono in piedi…
Ciao
dantucker - 12 febbraio 2010
Per me alla fine al river hai pescato qualcosa di buono!! ;-P …un bel runner runner! ;-P
assa78 - 13 febbraio 2010
secondo me al river hanno splittato…
manomatta - 13 febbraio 2010