I miti del poker - Doyle Brunson
Doyle Brunson è per il poker quello che può essere Babe Ruth per il baseball o Maradona per il calcio. Un gigante che non solo ha rivoluzionato e reso popolare il gioco che amava, ma che ha definito gli standard di eccellenza con cui tutti gli altri giocatori si sarebbero dovuti misurare.
Brunson ha vinto il main event dei campionati del mondo (WSOP) per due anni di fila ed è famoso per aver scritto, oltre venticinque anni fa, la così detta “Bibbia” del poker - “Super System: come ho guadagnato 1.000.000$ giocando a poker”. Inoltre è stato un ambasciatore del gioco e uno dei primi professionisti. Ha dimostrato come giocare a poker possa essere un lavoro rispettabile.
Durante la sua infanzia nessuno avrebbe detto che il suo destino sarebbe stato quello di diventare uno dei più grandi giocatori del mondo.
Doyle nasce a Longworth, nel polveroso ovest del Texas il 10 agosto 1933. Subito dimostra grandi doti
atletiche. Il basket è la sua passione e viene anche scelto da una squadra della lega NBA, i Minneapolis Lakers. Purtroppo un grave infortunio al ginocchio pone fine ai suoi sogni da atleta professionista, ma apre un’ altra porta al giovane texano per poter soddisfare la sua voglia di competizione.
Si laurea al college in educazione e dismessa la divisa da basket, si siede al tavolo da poker. Tutto il resto è storia.
Brunson diventa un “Rounder”, girando gli Stati Uniti in cerca di partite di poker profittevoli. E’ un modo pittoresco ma anche pericoloso di vivere. Lungo il suo percorso Doyle incontra personaggi di ogni tipo, tra i quali altre leggende del poker quali “Amarillo Slim” Preston, Jonny Moss e Sailor Roberts.
All’inizio degli anni sessanta Brunson si sposa con Louise e ha quattro bambini.
Le partite in Texas non lo soddisfano più. E’ troppo forte e le vince tutte. Ha bisogno di nuovi stimoli e decide di trasferirsi con tutta la famiglia nella capitale mondiale del gioco, Las Vegas.
Vengono organizzate le prime edizioni dei campionati del mondo e Doyle vince due edizioni di fila, quella del 1976 e del 1977. Entrambe le volte, cosa incredibile, vince il torneo con la stessa mano, 10-2, che da quel momento prende il suo nome.
Dal momento in cui Doyle scrive il “Super System”, il libro diventa immediatamente un classico del poker. Molti dei suoi colleghi sono contrariati, accusandolo di rivelare i segreti per vincere.
Il gioco negli anni successivi diventa in effetti più difficile, ma allo stesso tempo più popolare e più frequentato anche agli “stakes” più alti. Il libro in definitiva è stato il precursore di decine di altri manuali sul gioco, che hanno aperto le porte al grande pubblico, rendendo il poker un gioco amato in tutto il mondo.
Arrivano gli anni ottanta e Doyle affianca alla passione per il poker, quella per il golf, ma sempre con una posta in palio…ovviamente. Doyle gioca partite con somme astronomiche in palio, da far invidia ai più importanti professionisti del circuito del golf.
Doyle è un “gambler” a tutto tondo e ha una grande passione anche per le scommesse sportive. Scommette spesso cifre a 5 zeri sul singolo evento e non è raro che investa oltre 250.000$ per il giorno delle partite.
Nel corso degli anni comunque, il gioco di Doyle “Texas Dolly” Brunson non si ossida e l’ormai settantacinquenne continua ad essere uno dei giocatori di poker più rispettati del circuito. Ha vinto in totale 10 braccialetti delle WSOP e altri importanti eventi. Ogni volta che esce da un torneo gli altri giocatori gli dedicano una standing ovation in sala.
Doyle oggi risiede ancora a Las Vegas e si può trovare nelle più grandi partite disponibili. Non manca a un’edizione delle WSOP praticamente da quando sono state create e saremo felici di rivederlo al tavolo dei campionati del mondo nell’estate 2009.
Continua così Doyle!
Doyle Brunson (Longworth,Texas 10 agosto 1933)
Soprannome: “Texas Dolly”, a causa dell’errore del commentatore delle WSOP Jimmy Snyder che lo chiamò erroneamente così invece di “Texas Doyle”, soprannome dato a Brunson per le sue origini.
Vincite in torneo: 5.553.000$
Braccialetti WSOP: 10
Frasi famose: - “Un uomo con i soldi non è nulla contro un uomo con una missione”
- “Oggi tutti sanno quello che ho imparato perchè è scritto nei libri di poker. Ma nessuno conosceva il giusto modo di giocare a quei tempi”
Sito ufficiale: www.doylebrunson.com







19 Commenti a I miti del poker - Doyle Brunson
e’ il piu’ grande di tutti i tempi colto e fortunato!!!!!
megax7 - 15 febbraio 2009
L’ho visto all’opera diverse volte. Un grande!
Kiko300770 - 15 febbraio 2009
la leggenda vivente……….. il mio preferito è troppo forte….
oltre al mio quasi coetaneo dario minieri
pupo79 - 15 febbraio 2009
ti legge nella mente; inutile giocare a carte coperte con lui. E’ un mito per tutti, pure per i professionisti suoi avversari e impari tanto dalle sue giocate “psicologiche”. Questo si che è talento innato
gianpiero - 15 febbraio 2009
certo che vincere due anni di fila i mondiali con 10-2….. O.o
danilaak - 15 febbraio 2009
se è vero che in questo gioco serve anche la fortuna oltre che a saper giocare,doyle è uno di quelli o forse l unico che della foruna non sa che farsene. IL + GRANDE!!! CHI LO IMITA HA BISOGNO DI MOLTA FORTUNA!!! IL SIGNOR GUS PER ESEMPIO
killer07 - 15 febbraio 2009
MITO.
Nicholsen - 15 febbraio 2009
in questi giorni e’ protagonista su sky a “poker after dark”, sembra che s’addormenti da un momento all’altro ma il guizzo ce l’ha sempre, complimenti!
Lukan - 15 febbraio 2009
Grande gioco, pensiero piscologico,occultato in una manciata di secondi,percepisce cosa ti trovi in mano,aggredisce al momento opportuno.
nitido - 16 febbraio 2009
Il piu’ grande VIVENTE!…
…Ma il dio del poker sara’ sempre Ungar!!
frank - 16 febbraio 2009
Un grandissimo,ma io amo Stu Ungar,forse per la storia della sua vita…
forcytek - 16 febbraio 2009
Il più forte giocatore è Stu Ungar ma onore e rispetto al nonno!
DOGOARGENTIN - 16 febbraio 2009
senza dubbio,infatti Stu se non sbaglio è stato l’unico a vincere 3 volte la finale mondiale e una volta non si è presentato all’ultimo giorno di manifestazione(probabilmente stava male),ed è arrivato addirittura nono perchè era cheap leader con grande vantaggio sul secondo.
forcytek - 17 febbraio 2009
e’ UNICO. IN TUTTI I SENSI!!!!
MAREMOSSO1 - 17 febbraio 2009
Con tutto il rispetto per nonno Doyle… Una leggenda in persona.
Ricordiamo Stu Ungar, il vero giocatore.
devil443 - 17 febbraio 2009
Ungar era un giocatore compulsivo. Talentuoso, ma non un pro. 10milioni in carriera e muore con 10 dollari in banca. Questo non è essere dei professionisti.
Brunson ha costruito un impero sulla sua bravura. Non è ne un genio ne il migliore, dato che non esiste ne esisterà mai un migliore. E’ un professionista.
Hagakure - 18 febbraio 2009
e strano che l’amico sia morto con 10 dollari in tasca forse aveva cominciato a giocare on line hehehehehe ciao…….
killerpot - 18 febbraio 2009
grabde killerpot……………magari ungar giocava a gd!!!!!!!!!!! hahaahahahh …………scherzi a parte x uno che ci vive quanti si rovinano col gioco?
prialezea - 19 febbraio 2009
grande Doyle! Rispetto per tutti!!!
Dave - 22 febbraio 2009