I miti del poker - Stu Ungar
La vita a volte può essere crudele e ironica. Per alcuni la vita è come un brutto vestito, qualcosa non va e non ci si sente a proprio agio avendolo addosso. Malgrado questo, non ce ne si vuole liberare. Il successo è una cosa difficile da gestire. I soldi e la fama non sono sempre sinonimo di felicità.
Questa è la storia di Stu Ungar, il più grande giocatore di poker di tutti i tempi.
Stu Ungar nasce a New York nel 1953 e subito i suoi genitori capiscono che il piccolo Stu ha un talento speciale. All’età di 10 anni dimostra infatti di essere un prodigio, vincendo il torneo locale di “Gin Rummy”, un gioco di carte molto popolare all’epoca. A 15 anni è considerato uno dei migliori giocatori in quella specialità in tutta New York. Le grandi somme vinte lo fanno allontanare dalla scuola e nel 1976 decide di trasferirsi a Las Vegas, per trasformare il suo enorme talento in una professione dagli alti introiti.
All’inizio non è tutto rosa e fiori, perchè i casinò della città lo cacciano più volte a causa delle sue doti di conteggio delle carte al Black Jack.
La sua passione si sposta anche sul poker, un gioco molto più remunerativo del Gin Rummy. Nel 1980 si
iscrive per la prima volta al main event delle World Series of Poker e incredibilmente lo vince, sconfiggendo in heads-up niente meno che Doyle Brunson, ai tempi uno dei più forti sulla piazza e incassando 365.000$.
L’anno seguente, 1981, Stu entra definitivamente nella storia, vincendo nuovamente il main event WSOP e il primo premio da 375.000$. Insieme a Johnny Chan, Johhny Moss e Doyle Brunson, è l’unico ad aver vinto due main event consecutivi.
Dopo la consacrazione, come spesso accade, inizia però un periodo buio. Stu non sa separare le sue enormi capacità nei giochi con le carte, dalla sua passione smodata per le scommesse sportive. Inoltre comincia a far uso di droghe e la sua vita prende una brutta piega, nonostante al tavolo da poker riesca sempre a farsi valere, essendo quello il suo habitat naturale. Sperpera tutti i soldi e passa la maggior parte del tempo in hotel, compromettendo anche la vita familiare con il divorzio dalla moglie Madeline.
Emblematico un episodio legato al main event WSOP 1990. Stu è avviato alla vittoria per l’ennesima volta. Ha raggiunto il terzo giorno di gara ed è il favorito. Ma Stu non si presenta al casinò, perchè viene trovato privo di sensi nella sua stanza d’albergo, a causa di un’overdose.
Nonostante questo, riesce a piazzarsi al nono posto in sit-out, grazie alle chips accumulate i giorni precedenti.
Nel 1997 Stu decide di partecipare nuovamente al main event delle WSOP, ma questa volta ha bisogno dei pochi amici rimasti per farsi imprestare i soldi dell’iscrizione. I critici sono in agguato e vedono il suo ritorno come un sicuro fallimento. Ma Stu decide di stupire tutti ancora una volta e va a vincere il campionato del mondo per la terza volta, un record che condivide con Jonhhy Moss, sebbene in circostanze molto diverse, che rendono l’impresa di Stu molto più importante.
Purtroppo quella che poteva continuare a essere una brillante carriera, arriva a una fine tragica. Stu Ungar viene trovato senza vita nella sua stanza d’albergo nel novembre 1998. La causa ufficiale della morte non è overdose ma un attacco di cuore dovuto ad anni di abuso di droghe.
Stu Ungar è stato un giocatore amato e odiato. Ritenuto da tutti i giocatori di poker il migliore, vinse oltre 30 milioni di dollari nella sua breve carriera e 5 braccialetti WSOP.
Era molto generoso con tutti. Doyle Brunson ricorda che stava passeggiando con lui per Las Vegas, quando un uomo li fermò, chiedendo a Stu dei soldi. Ungar gli diede una banconota da 100 dollari. Brunson gli chiese chi fosse quell’uomo, e Ungar rispose: “Se lo avessi saputo gliene avrei dati duecento”.
Negli Stati Uniti è stato anche realizzato un film sulla sua vita, intitolato “High Roller: The Stu ungar Story”, interpretato da Michael Imperioli, successivamente interprete del telefilm ” I Soprano”.
Stuart Errol Ungar (New York, 8 settembre 1953 – Las Vegas, 22 novembre 1998)
Soprannome: “The Kid” (Il ragazzino)
Vincite in torneo: 3.428.000$
Braccialetti WSOP: 5
Frasi famose:“Un dollaro alla volta. Una chip alla volta. Ecco come continuare a fare risultati”







23 Commenti a I miti del poker - Stu Ungar
Bruttino forte però…sembrava un macaco!
Carnedisuino - 22 febbraio 2009
Rimarra’ per sempre il migliore, un mito ineguagliabile.
fabio - 22 febbraio 2009
Semplicemente The Kid.. Il più grande di sempre.. Un’altra categoria..
STOAROTA - 22 febbraio 2009
il più grande di sempre
aquamarine - 22 febbraio 2009
Tanti,magari anche io, spesso giocano a poker…pensano di giocarvi almeno, invece si gioca a “bingo-poker”,”tentiamo.poker”etc etc..invece campioni del genere davvero hanno scritto la storia di questo gioco…onore a chi per decenni ha giocato a POKER..
aldo - 22 febbraio 2009
Quando il poker si trasforma in poesia,Stu ne diventa il cantore…Immenso.
franco61stu - 22 febbraio 2009
grandissimo,il film però non esiste in italiano…
forcytek - 22 febbraio 2009
Secondo me il migliore in assoluto…mi basterebbe avere solo un un grammo del talento che ebbe Stu.
Nicholsen - 22 febbraio 2009
il numero 1° in assoluto il miglior giocatore, e colui che per primo ha applicato il chek raise
vinny - 22 febbraio 2009
Un bell’uomo..
Pistillo - 22 febbraio 2009
alla faccia di chi dice che GD è truccato perchè escono giocate pazzesche. Ed allora come spiegate questa vittoria?
purghetta - 22 febbraio 2009
Stu sta al poker come Diego Armando Maradona sta al calcio…in tutto e per tutto…leggenda…
Leggendaria la mano contro Brunson nell heads-up delle wsop…
molto simile a questa…
brunson floppa una doppia coppia…va in slow…stu ha una gutshot…e puntuale al turn esce il 4 a incastro…
brunson rilascio’ decine di interviste maledicendo lo slow con la doppia coppia…
rounder1 - 22 febbraio 2009
il miglior giocatore d’azzardo al mondo altro che brunson, la vera leggenda è lui. detto anche unger oltre che the kid, (per la faccia da bambino) capace di una memoria pazzesca, riusciva a leggere fino a tre mazzi del black jack, dotato di un altissimo QI come i genii.La frase per me che più gli azzecca!!!!
TALENTO SPRECATO.
se nn sbaglio da poco siè festeggiato il decimo anniversario dalla sia morte.
ciaoo
vinny - 23 febbraio 2009
un Jim Morrison o Mick Jagger del poker
un giocatore di poker modello non può essere un drogato
il giocatore che deve essere preso a modello è Doyle Brunson o Barry Greenstein
gente SANA di SANI principi oltre ad essere grandi Campioni
il talento non conta nulla se è annaffiato di droga alcohol e pessime abitudini
provo compassione per questo tossico che tanta sofferenza deve aver dato a sua moglie e a sua figlia - riposi in pace
rad - 23 febbraio 2009
Una volta in un casino’ di Atlantic City fu accusato di barare al BJ e fu condannato a pagare una multa di 500 euro. Ma Stu nego’ sempre di aver barato e porto’ la causa in tribunale dimostrando di avere ragione. Dovette pagare 50 mila dollari in spese legali e di viaggio ma, erano soldi che gli erano serviti a tenere intatta la sua reputazione. Lui non aveva bisogno di barare per vincere al BJ e per questo gli impedirono di giocare a BJ in qualsiasi casino’ degli Stati Uniti.
riccardo - 23 febbraio 2009
Genio e sregolatezza vanno insieme , si sa. Il fatto di essere matto come un cavallo , paradossalmente era anche la sua forza al tavolo verde. Purtroppo non c’è rosa senza spine , e colui che si distacca di più dall’assioma di razionalità aumenta le sue possibilità di vittoria al gioco. Lui , nel dilemma del prigioniero non solo son avrebbe confessato , ma avrebbe saputo che non lo avrebbe fatto nemmeno l’altro. Il che forse mi fa pensare che dovrei andare a Perugia dalla Sig.na Amanda Knox con 52 carte in tasca.
Giovanni - 23 febbraio 2009
che sculataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ecco perche era forte… ahahaha
devil66687 - 23 febbraio 2009
Qualcuno puo’ pensare che abbia sprecato il suo talento e giudicarlo superficialmente (tanto contano solo le opinioni di chi lo conosceva) ma, rimane il fatto che e’ stato, e’ e sara’ il miglior giocatore di Gin Rummy e probabilmente anche di Poker della storia. Il suo talento non si impara e non si compra…
riccardo - 23 febbraio 2009
sinceramente non riesco a capire come si possa definire qualcuno come “il più forte giocatore di poker di tutti i tempi”.
Io credo che nel poker, come in tutti i giochi di carte, l’elemento fortuna sia più che fondamentale. Al contrario di un Maradona o di un Michael Jordan che eccellevano per qualità ben diverse.
Forse mi sbaglio, ma ditemi voi di cosa stavamo a parlare se non usciva una carta ad incastro in quella mano che ha vinto. Penso che tutti i giocatori di poker, bravi o no, prima di vedere quella carta direbbero di un call sbagliato. Non dico che era una schiappa, ma mi metto nei panni dell’altro che perde un campionato del mondo perchè uno gli fa una sculata del genere.
nicola - 24 febbraio 2009
Direi che e’ abbastanza ridicolo concentrarsi su una mano per dare un giudizio sul talento di Stu.
Se l’avesse persa non avrebbe perso comunque, sarebbe stata una grossa svolta per il torneo ma, non sarebbe stato eliminato (si vede benissimo anche nel video che aveva molte chips piu’ dell’avversario). Lui aveva “una marcia” in piu’ nel modo di giocare i grossi tornei come quelli. Riusciva ad accumulare montagne di chips praticando un gioco rivoluzionario per l’epoca e questo gli spianava la strada per il successo. Nell’articolo viene citatato l’episodio emblematico delle WSOP del ‘90 in cui Stu si piazzo’ al nono posto giocando in Sit-out per tutto il terzo giorno.
Qualcuno dice che non puo’ essere un’esempio di vita ma, in ogni caso, non si sta’ discutendo di questo. Jordan e Mardaona si giudicano in campo ed in campo eccellevano per il loro talento come Stu nei giochi di carte. Apro una parentesi, forse pochi conoscono Earl “The Goat” Minigault, che e’ considerato da molti addetti ai lavori il piu’ forte giocatore di Basket della storia ma, non ha mai giocato in NBA… Ecco, per ogni Michael Jordan dalla carriera fortunatissima e piena di successi c e’ un Earl Minigault, perche’ non tutti ce la possono fare… La sorte influisce in tutti gli ambiti della vita e il giudizio degli addetti ai lavori prescinde sempre da essa.
fabio - 24 febbraio 2009
Altro aneddoto,
Nel ‘91, per dimostrare che avrebbe vinto anche le World Series del ‘90, che non potette giocare fino in fondo… sfido’ Monsour Matloubi, il campione di quell’edizione, ad un torneo heads-up da 50 mila dollari (considerate la quantita’ per l’epoca). Il campione in carica accetto’.
Durante quell’HU si e’ svolta una delle mani piu’ famose e leggendarie della storia del poker che vado ad esporre piu’ brevemente possibile.
Dopo molte mani giocate Stu si trova sullo SB con ~150BB e Monsur con ~100BB.
Ungar rilancia 4x con 10-9 offsuit e Matloubi decide di chiamare con 5-4 offsuit.
Il flop e’ 3-3-7 di semi diversi.
Mounsour check, Stu punta il doppio del piatto e Mounsur chiama.
il turn e’ un K del seme non ancora uscito sul board.
l’azione e’ check-check.
Il river e’ un Q.
Mounsour va all-in per una somma maggiore del doppio di quella che e’ nel piatto e Stu chiama dopo qualche secondo dicendo: “Tu hai 4-5 o 5-6″. Cosi’ Stu porta a casa il piatto con 10 carta piu’ alta!
Potete immaginare che colpo tremendo fu per Matloubi. Di lui non si hanno piu’ notize…
riccardo - 24 febbraio 2009
Il frame a 2 minuti e 14 secondi è una meraviglia meravigliosa!
Tommaso - 25 febbraio 2009
Ma l’avete vista la figlia? che pezzo di figliola che e’???????
come ha fatto a concepire una creatura cosi MERAVIGLIOSA?? LOL
Scheri della natura
A parte questo simpatico dettaglio sappiate che stu ungar e’ un dannato e lo ha dichiarato anche lui in una audio-intervista.
Ci sono persone predisposte e altre no. Chiamatele sensitive, o con poteri parannormali ma vi garantisco che quel giocatore era un fenomeno! Oggi forse avrebbe qualche problema perche’ il livello si e’ alzato, ma rimane sempre un giocatore con qualcosa in piu’.
Trovo molte similitudini con Dario Minieri eccetto il fattore cocaina che vi posso assicurare essere ben lontano dal nostro talento italiano.. ma per il resto su molte cose io rivedo in questo mito proprio il nostro Dario!
LorenzoBuffa - 25 febbraio 2009