3 minuti con Sigon - Il check-raise
Secondo appuntamento con la rubrica di Giorgio Sigon. Nella scorsa puntata veniva spiegata una delle mosse più usate nel Texas Hold’em, ovvero la continuation bet. Questa settimana vediamo le contromosse da adottare quando si prevede che un avversario farà quella giocata. La più usata quando si è fuori posizione è il check-raise, ovvero fare check aspettando la puntata dell’avversario, per poi rilanciare.
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1 Commento a 3 minuti con Sigon - Il check-raise
il check raise in questo esempio non ha senso, avrebbe senso se non avessimo floppato niente e leggendo l’oppo in c-bet gli andassimo sopra x farlo foldare, nel caso poi l’oppo ci 3bettasse ci metteremmo un attimo a foldare xkè non abbiamo niente.
In questo caso invece noi abbiamo top pair su un flop tranquillo e fare un check raise è controproducente x 2 motivi:
1) se l’oppo è davvero in c-bet folderà e quindi perdiamo la possibilità di prendere altre chips sul turn;
2) se dopo il checkraise veniamo 3bettati ke facciamo? è vero ke abbiamo top pair ma è vero pure ke abbiamo il 3° kicker senza contare ke potrebbe avere un overpair.
Quindi la cosa migliore in questo esempio è il check-call xkè così manteniamo il piatto basso e allo stesso tempo diamo all’oppo la possibilità di bluffare ancora sul turn.
NARUT029 - 10 marzo 2011