“Flop e dintorni” con Dario De Toffoli - Poker al flop (soluzione)
Pubblichiamo la soluzione al quesito della scorsa settimana.
Le mani sono in ordine da quella che ha la minore probabilità di essere battuta fino a quella più “pericolosa”.
1°: situazione A) A-x A-A-A- x-x
2°: situazione B) 2-x 2-2-2-x-x
3°: situazione C) 10-x 10-10-10-X-X
4°: situazione D) 7-x 7-7-7 -x-x
5°: situazione F) A-A A-A-x-x-x
6°: situazione D) 5-x 5-5-5 -x-x
7°: situazione G) 10-10 10-10-x-x-x
8°: situazione J) 2-2 2-2-x-x-x
9°: situazione H) 7-7 7-7-x-x-x
10°:situazione I) 5-5 5-5-x-x-x
Curioso vero? La seconda mano più desiderabile è il poker di 2, e non per esempio il poker di 10! Vediamo di capirci qualcosa.
-Prima osservazione. Tutti i poker con tre carte in tavola e una in mano sono in genere molto più sicuri degli stessi poker ottenuti con due carte in tavola e due in mano. Il motivo è evidente: se si usano due carte della mano, in tavola rimane una carta in più a disposizione dell’avversario.
-Seconda osservazione. Mano a mano che si scende col valore del poker aumentano sempre più gli altri poker che ti possono battere, e questo elemento gioca a favore della maggiore sicurezza dei poker più alti.
-Terza osservazione. Le carte centrali (ad esempio il 10) concorrono alla formazione di più scale colore rispetto alle carte “di testa” e questo elemento gioca a favore della maggiore sicurezza dei poker di testa.
-Quarta osservazione. La combinazione degli elementi descritti nella seconda e terza osservazione, fa sì che certamente i poker di Assi siano i più desiderabili, ma fa anche sì che i poker bassi di testa siano – controintuivamente – migliori di quelli più alti ma centrali. Per esempio il poker di 2 è migliore del poker di 7 in entrambe le tipologie e addirittura risulta più sicuro del poker di 10, con tre carte in tavola.
A seguire, l’analisi probabilistica completa dell’intera elucubrazione.
PERDERE COL POKER NEL TEXAS HOLD’EM
Consideriamo due giocatori e una mano che va fino alla fine senza puntate e rilanci. Semplicemente si girano le 5 carte in tavola e si vede chi vince.
La domanda è: “Se tu chiudi un poker, che probabilità hai di perdere?”
caso A) Il poker è composto da 4 carte in tavola.
in tavola A-A-A-A-x
tu x-x avversario x-x
È il caso banale: entrambi avete poker e si vince, si perde o si divide il piatto semplicemente in ragione del kicker.
Caso B) il poker è composto da 3 carte in mano e una in tavola.
in tavola Ap-Ac-Aq-x-x
tu Af-x avversario x-x
per semplicità diciamo che vedi solo i 3 Assi in tavola e l’Asso che hai in mano, essendo le altre carte ancora coperte.
Bene, hai chiuso poker. C’è la possibilità di perdere questa mano?
Molto remota, ma c’è: vediamo di calcolarla.
L’avversario potrebbe chiudere scala reale o scala colore minima con ciascuno degli Assi in tavola, cioè 6 mani in tutto.
Ma su quante possibilità?
Le carte non viste sono in totale 48 e l’avversario ne dispone di 4 (le sue 2 e le 2 restanti in tavola); dunque ci sono
(48×47x46×45)/(1×2x3×4) = 194.580
mani possibili. Cioè l’avversario può avere una qualsiasi delle 194.580 combinazioni di 4 carte e di queste solo 6 sono vincenti. Quindi le probabilità di perdere sono:
1 su 194.580/6 = 1 su 32.430, pari allo 0,0031%
Questo con gli Assi, ma se il poker fosse di K, le mani che lo battono sarebbero di più. Precisamente 7: il poker d’Assi, le 3 scale reali e le 3 scale colore al K. Quindi le probabilità di perdere sarebbero:
1 su 194.580/7 = 1 su 27.797, pari allo 0,0036%
Possiamo anche tabulare queste probabilità per tutti e 13 i possibili poker
| poker | scale | totale mani | perdente | perdente | |
| superiori | reali/colore | vincenti | 1 su | percentuale | |
| A | 0 | 6 | 6 | 32.430 | 0,0031 |
| K | 1 | 6 | 7 | 27.797 | 0,0036 |
| Q | 2 | 9 | 11 | 17.689 | 0,0057 |
| J | 3 | 12 | 15 | 12.972 | 0,0077 |
| 10 | 4 | 15 | 19 | 10.241 | 0,0098 |
| 9 | 5 | 15 | 20 | 9.729 | 0,0103 |
| 8 | 6 | 15 | 21 | 9.266 | 0,0108 |
| 7 | 7 | 15 | 22 | 8.845 | 0,0113 |
| 6 | 8 | 15 | 23 | 8.460 | 0,0118 |
| 5 | 9 | 15 | 24 | 8.108 | 0,0123 |
| 4 | 10 | 12 | 22 | 8.845 | 0,0113 |
| 3 | 11 | 9 | 20 | 9.729 | 0,0103 |
| 2 | 12 | 6 | 18 | 10.810 | 0,0093 |
Caso C) il poker è composto da 2 carte in mano e 2 in tavola.
in tavola Ap-Ac-x-x-x
tu Aq-Af avversario x-x
È il caso più complesso. Ci sono:
(48×47x46×45x44) / (1×2x3×4x5) = 1.712.304
possibili diverse 5 carte a disposizione dell’avversario.
Vediamo quante di queste combinazioni possono batterci.
Non ci sono poker più alti.
Ci sono 8 scale colore per ognuno dei 2 semi degli Assi che non sono in tavola; totale 16 combinazioni.
Poi ci sono due scale reali/colore che includono uno dei 2 Assi in tavola; ma ognuna di queste richiede solo 4 (e non 5) specifiche carte, e dunque si può ottenere avendo come quinta carta una qualsiasi delle 44 carte restanti. Dunque 4×44=176 combinazioni.
E infine ci sono 7 scale colore che non includono gli Assi in tavola per ognuno dei 2 semi degli Assi in tavola: altre 2×7=14 combinazioni.
In totale 16+176+14=206 combinazioni.
Quindi le probabilità di perdere sono:
1 su 1.712.304/206 = 1 su 8.312, pari allo 0,0120%
Questo con gli Assi, ma se il poker fosse di K, le mani che lo battono sarebbero di più. Precisamente: 44 poker d’Assi (i 4 Assi con ognuna delle 44 carte restanti); 8 scale colore per ognuno dei 2 semi degli Assi che non sono in tavola (16 combinazioni); 2 scale reali/colore che includono uno dei 2 K che sono in tavola (176 combinazioni); 7 scale colore che non includono gli Assi in tavola per ognuno dei 2 semi degli Assi in tavola (14 combinazioni).
In totale 44+16+176+14=236 combinazioni.
Quindi le probabilità di perdere sono:
1 su 1.712.304/250 = 1 su 7.256, pari allo 0,0138%
Possiamo anche tabulare queste probabilità per tutti e 13 i possibili poker
| poker | scale | scale | scale | totale mani | perdente | perdente | |
| superiori | reali/colore | reali/colore | reali/colore | vincenti | 1 su | percentuale | |
| semi in mano | coppia in tavola | semi in tavola | |||||
| A | 0 | 16 | 176 | 14 | 206 | 8.312 | 0,0120 |
| K | 44 | 16 | 176 | 14 | 250 | 6.849 | 0,0146 |
| Q | 88 | 14 | 264 | 12 | 378 | 4.530 | 0,0221 |
| J | 132 | 12 | 352 | 10 | 506 | 3.384 | 0,0296 |
| 10 | 176 | 10 | 440 | 8 | 634 | 2.701 | 0,0370 |
| 9 | 220 | 10 | 440 | 8 | 678 | 2.526 | 0,0396 |
| 8 | 264 | 10 | 440 | 8 | 722 | 2.372 | 0,0422 |
| 7 | 308 | 10 | 440 | 8 | 766 | 2.235 | 0,0447 |
| 6 | 352 | 10 | 440 | 8 | 810 | 2.114 | 0,0473 |
| 5 | 396 | 10 | 440 | 10 | 856 | 2.000 | 0,0500 |
| 4 | 440 | 12 | 352 | 12 | 816 | 2.098 | 0,0477 |
| 3 | 484 | 14 | 264 | 14 | 776 | 2.207 | 0,0453 |
| 2 | 528 | 16 | 176 | 16 | 736 | 2.327 | 0,0430 |





8 Commenti a “Flop e dintorni” con Dario De Toffoli - Poker al flop (soluzione)
Interessante… Si potrebbero fare più spesso considerazioni del genere, magari con situazioni più frequenti nel gioco. Giusto per catechizzare qualche donk
Green123666 - 20 novembre 2009
Beh si questa è veramente estrema, comunque di base nel poker la matematica e le probabilità hanno un ruolo fondamentale.
Matteo Malvino - 20 novembre 2009
La Matematica è quasi tutto x noi comuni mortali! Peccato x noi che c’è gente che nella vita và avanti a botte di culo! e non ditemi che alla lunga perderanno….loro sfidano ogni legge della fisica e della logicain poche parole…Al culo non si comanda!!
by e buon gioco
KxxNIKOxxK - 20 novembre 2009
Non vi è dubbio che la matematica ha un ruolo fondamentale,pertanto questa spiegazione
ha si un valore in piu’ per accrescere la nostra cultura generale su questo splendido
gioco o sport che dir si voglia.
Vi rammento pero’ che vi è anche il rovescio della medaglia, ovvero sfido chiunque di voi
che al tavolo si realizzi una probabilta’ sopra citata dal “prof” De Toffoli, il vostro avversario
chiama all-in al river, voi foldate il poker?
Non credo proprio. Io per primo
Saluti trophi
trophi - 21 novembre 2009
No niko, ti sbagli; in qualsiasi torneo con 1000-3000 giocatori (compresi i free roll) nessun “donk” arriverà mai al final table.
(io lo so già)
Ma tornando all’oggetto in questione, credo ci siano un paio di considerazioni da fare, sul 2 (ed eventuale poker di 2): chi con 2 e 7 “colla” anteflop? eppure ho visto piu di una volta tre 2 o tre 7 uscire , addirittura al flop… Aldilà del poker, che fortunatamente è assai raro, facciamo un esempio, in un tavolo dove i 9 giocatori siano all’altezza. Io ho 2c e 7q… Normalmente andrei via immediatamente però, con un bet ed uno stack accettabile (e preso da improvvisa follia) decido di giocare. Restiamo in 4 ed i miei avversari hanno: A) 7c-Qq, B)5p-Kq, C)9f-Ac. Quale sarebbe il flop ideale affinchè alla fine il mio tris di 2 raccogliesse il massimo risultato? Un flop in cui tutti restassero con buone chance di vittoria, ma al tempo stesso non fossero talmente avvantaggiati da fare ALL IN.
Forza…scervellatevi e buttate giù quale sarebbe il flop ideale (in cui naturalmente ci fosse un solo 2, poichè il terzo dovrebbe uscire al turn). E quale poi il river per far sì che io possa agli altri 3 portare via tutto?
crazydry - 21 novembre 2009
sbagliato, scusate… il giocatore B) ha 7q-Qq
crazydry - 21 novembre 2009
Vado un pò fuori tema, mi chiedo perchè qualcuno voglia perdere tempo a “catechizzare i donk”… Forse perchè ogni tanto capita di perdere anche contro di loro? Io sono un “donk” con tanta voglia di imparare e credo di esserne capace, cerco di leggere ed assimilare concetti e strategie. Ciò detto, non direi mai ad un altro “donk” come giocare, semplicemente perchè contrario al mio interesse.
Se un “donk” ha voglia, si cerchi il “sapere”, altrimenti resti com’è. Mi sembra che tanti “professori” cerchino più che altro di vantarsi della loro buona conoscenza per cercare un appagamento emotivo, legittimo ma inutile ai fini del gioco.
NickWar - 22 novembre 2009
NickWar se ragioni così non sarai a lungo un donk. Quello che dici è logico e intelligente. E’ controproducente dire a un altro che gioca male, lo si fa solo scappare, a nostro svantaggio. E’ spesso una questione di ego, che sarebbe bene non portare mai al tavolo da gioco, ma è molto difficile liberarsene, soprattutto per noi italiani!
I nordici infatti sono molto bravi a poker perchè sono freddi e impassibili, non lasciano entrare le loro emozioni nel gioco.
Matteo Malvino - 22 novembre 2009