(Auto)intervista al donk
Il suo “Ultima chance” è durato lo spazio di un giro di bui. Nemmeno. Tempo di prendere due mazzate e di salutare gli altri 287 iscritti al torneo. Il giornalista che aveva vinto il ticket da 100 euro è uscito in dieci minuti. Roba da donk, o da Donk, qual è per davvero. “Non giocare moneyscared”, gli aveva detto un amico-collega prima dell’evento. In fondo, sì, non avrebbe perso soldi veri. Guardando il modo con cui si è comportato ai tavoli arancioni di Gdpoker, altro che moneyscared. In due mani è entrato, entrambe perse pur avendo scala: 4.500 chips evaporate in un lampo. Abbiamo raggiunto il Donk per farci raccontare la sua serata dal sapore di sveltina.
Alessandro Ruta: Deluso?
Donk: Guarda, non mi sono neanche reso conto di essere uscito.
AR: Non è facile uscire così in fretta: cos’è stato, quart’ultimo?
D: Sì, più o meno. Forse quint’ultimo.
AR: Ma spiegami: quanto giochi? No, perché mi è sembrata un’uscita da donk, la tua.
D: Ascolta, dopo cinque mani che foldo sono di Grande Buio. Limpano in quattro, io ho coppia di due, faccio raise quattro per. Niente, mi callano in tre. Floppo quattro quinti di scala al flop, la centro al turn e spingo sempre. Macchè. Rimaniamo in due, oltre a me. Al river la scala è servita sul board: da asso a cinque. Dico “E’ split”, e spingo ancora. Oh, uno ha vinto con A-6 e non c’era colore in tavola: che ti devo dire?
AR: Vabbé, ma hai bruciato quasi metà stack…
D: Sì, poi ho tiltato. In compenso sono uscito con un’altra scala. Ma l’altro aveva colore. Pensavo di bluffare, e invece ciao.
AR: Tilti spesso?
D: Mai. Forse a ’sto giro non avevo voglia.
AR: Pensavi di andare a premio?
D: Mi sarebbe bastato anche superare il primo livello. Ma di premi no, neanche a parlarne. C’erano troppi giocatori bravi. Certo, mi sento come se avessi perso al primo turno di un torneo di tennis contro un principiante.
AR: Come sei live?
D: Scarso anche lì, grazie. Ho giocato il side da 1.100 del Pgp, la prima tappa. Sono entrato a metà del secondo livello perché non mi ero accorto che era iniziato il torneo. Poi sono uscito tipo 95°.
AR: Preferisci l’Hold’Em o l’Omaha?
D: Il razz cash. In quello sono imbattibile. Gioco con i miei amici che non sanno le regole e li spenno, regolarmente. Altrimenti il poker cinese hi-lo.
AR: Progetti per il futuro?
D: Inventare una nuova specialità dell’Hold’Em, con la struttura dei bui casuali. Non più in crescendo, ma random. Sarà Texas Give’em. Oppure inventare un racconto ambientato nel poker che faccia ridere come “Somma 17”.
AR: Onestamente, sei un donk?
D: Mi ritengo tale, sì. Meglio che torno a scrivere.
Ed eccomi qua.
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7 Commenti a (Auto)intervista al donk
semplicemente GRANDE!
srr77s - 9 marzo 2010
Ale questa è fenomenale :))
Gal76 - 9 marzo 2010
Ciao se ti può consolare io sono Fish e quella sera,,,l’ho vinto!
tommyfly - 10 marzo 2010
finalmente un post ITM.
never a joy? ever a joint.
Frizione - 10 marzo 2010
beh,che dire i Donk hanno sempre la giusta punizione,è un gioco cosi affascinante bello emozionante, che di certo un donk non potra’ mai avere la continuita’ di Vincita..il mio consiglio . . rimani a giocare a RAzz…ahahahhahaha…W i Donk,ricorda se in 10 minuti non hai trovato il pollo al tavolo il pollo sei tu caro Donk…avventura e fortuna . . poca abilita’ e 0 strategia !!!
cari Donk ci vediamo ai tavoli di GD
JeromFake - 10 marzo 2010
Finalmente un donk che fà tiltare un donk!! LOL!!!
assa78 - 10 marzo 2010
non pensavo esistessero così tante persone che necessitano di psico terapia
eaglerare - 11 marzo 2010